La storia

La Famiglia

La famiglia Pomata opera nella ristorazione da tre generazioni, cioè da quando il Nonno Luigi, agricoltore sardo, ma con una forte passione per la cucina, decise di prendere in gestione il ristorante dell’ Hotel Riviera.

Attualmente il loro fiore all’occhiello, Il Ristorante Da Nicolo, papà di Luigi Pomata, è ormai celebrato tra i primi ristoranti regionali. La curiosità per le cucine del mondo ha portato Pomata a lavorare con importanti chef di tutto il mondo al di fuori della sua Sardegna. Esperienza che gli ha consentito così di rievocare nelle sue ricette quel tocco di “esotico” con nuovi gusti, senza abbandonare i sapori tradizionali.

Luigi Pomata si è classificato primo nel premio Art Of Menù e secondo in classifica generale al Gualtiero Marchesi Award. Classificato al 2° posto al San Vito Cous Cous Fest, rassegna internazionale del Cous Cous.

I Luoghi

Luigi nasce a Carloforte, sull''isola di San Pietro, separata dalla Sardegna da un canale largo circa 7 km e profondo poche decine di metri. L'isola ha una estensione di circa 51 km quadrati ed è circondata da 33 km di coste alte e rocciose. Il clima ventoso compie un'azione mitigatrice sulle temperature, calde in estate e miti durante l'inverno.

Da un punto di vista naturalistico prevale la flora mediterranea, gli odori tipici dell'isola sono infatti quelli del cisto, del mirto, del lentisco, del corbezzolo e dell'elicriso. Molto ricco anche il patrimonio faunistico. In cielo domina lo splendido falco della regina che, trascorso l'inverno in Madagascar e nelle Seycelles, in estate fa rotta verso le scogliere di Carloforte per nidificare. Sulla terraferma è facile incontrare le simpatiche testuggini mediterranee e diverse specie anfibie come l'anuro, il rospo smeraldino e la raganella sarda. Sui mari invece nuota una vecchia conoscenza di Luigi... il tonno rosso, uno dei più grandi pesci ossei esistenti.

Carloforte offre numerose attrative sia per gli amanti della natura che della storia. Da non perdere l'oasi naturalistica della Lipu con i suoi sentieri naturalistici, le saline, il museo civico, l'osservatorio astronomico e la chiesa parrochiale. Ai numerosi turisti che ogni estate affollano la piccola isola, Carloforte offre diverse alternative: dalle immersioni guidate alle escursioni su le numerose imbarcazioni privare fino allo snorkeling.

Per gli amanti della buona cucina, c'è solo l'imbarazzo della scelta, con i tanti locali che offrono i sapori della tipica cucina carlofortina.

La Tradizione

L’isola di San Pietro, nota agli antichi greci come Ierakòn Nésos, ai fenici come Enosim e ai romani come Accipitrum Insula (isola degli sparvieri, per via della consistente presenza di questi volatili) deve il suo nome al passaggio che l’apostolo Pietro vi fece nel 46 d.c., a causa di una tempesta che lì lo costrinse mentre faceva rotta verso Cagliari proveniente dalle vicine coste africane.

Le prime tracce d’insediamento umano risalgono all’Età Neolitica, mentre la presenza nuragica è databile intorno all’VIII secolo a.c. Sempre intorno all'VIII sec. a. c. risalgono i primi insediamenti fenici, i quali iniziarono a costruire i primi scali commerciali per le loro imbarcazioni di piccolo cabotaggio. Nel corso del secolo successivo la presenza fenicia si fece più consistente, e l’isola divenne un importante centro militare a difesa di Sulcis, oltre che per la pesca del tonno e del pesce azzurro.

Alla presenza fenicia fece seguito, probabilmente per un breve periodo, quella punica, come dimostrano le tombe e le monete ritrovate sull’isola. Nel 258 a.c., nel corso della  prima guerra punica, le coste dell’isola furono teatro di un’importante battaglia navale che vide il Console romano Gaio Sulpicio Patercolo annientare la flotta di Annibale di Giscone. La presenza romana nell’isola divenne definitiva a partire dal 238 a.c., quando il Console Tiberio Sempronio Gracco occupò tutta la costa sud occidentale della Sardegna. Il periodo successivo alla presenza romana è avaro di notizie storicamente attendibili. In seguito all’arrivo degli Arabi è probabile che l’isola sia rimasta disabitata fino intorno all’anno 1000. Il periodo successivo alla presenza romana è avaro di notizie storicamente attendibili. In seguito all’arrivo degli Arabi è probabile che l’isola sia rimasta disabitata fino intorno all’anno 1000. Nei primi due secoli del millennio la Sardegna visse la straordinaria esperienza dei Giudicati. 

Proprio per volontà del Governo Giudicale nell’isola di San Pietro si stanziarono diversi ordini monastici, tra cui quello benedettino. I monaci vissero coltivando le terre dell’isola, pescando il tonno dai mari e costruendo delle saline. Nel 1258 l’isola passò ai pisani e da questi, nel 1323, agli spagnoli. Nei tre secoli successivi San Pietro divenne covo dei pirati saraceni, dalla quale potevano dominare vasti tratti delle coste occidentali sarde. Nel corso del ‘600, durante la dominazione spagnola in Sardegna, l’isola mantenne con tutta probabilità una presenza umana, dal momento che vi furono realizzate delle opere di difesa militare.

La nascita di Carloforte risale al 1738, quando una comunità di origine genovese residente nell'isola di Tabarca, ottenne dal Re sabaudo Carlo Emanuele III il diritto a colonizzare l'isola. La storia di Carloforte inizia dunque con lo sbarco delle prime 126 famiglie, per un totale di 467 abitanti.

Tra le principali tradizioni dell'isola certamente la tonnara: La manifestazione “Il Girotonno” porta nella cittadina migliaia di visitatori. Da segnalare l'utilizzo da parte della popolazione dell'antico dialetto genovese, il tabarchino. eredità dei primi coloni che giunsero sull'isola nel XVIII sec.